La memoria della chiesa di Santa Caterina di Assoro (EN), demolita nel 1966, torna alla luce grazie a un ambizioso progetto di ricerca archeologica e valorizzazione. Tra strutture rupestri medievali, rilievi 3D e il mistero della sepoltura di Fra Filippo, l’iniziativa punta a restituire alla comunità un tesoro sotterraneo dimenticato.

Un viaggio tra storia, templari e culto rupestre

Della storica chiesa di Santa Caterina oggi rimangono visibili solo il campanile superstite e i complessi ambienti sotterranei. La storia del sito racchiude secoli di stratificazioni:

  • Origini templari: Fondata nel XIII secolo dai Cavalieri Templari, la struttura nacque nel 1209 come ospedale per l’accoglienza dei pellegrini, passando poi al Terzo Ordine Regolare di San Francesco tra il 1592 e il 1764.
  • L’ipotesi rupestre: Secondo le ipotesi avanzate a metà Novecento da Padre Gnolfo, l’edificio poggerebbe su un ben più antico luogo di culto rupestre intitolato alla Madonna Odigitria.
  • Il valore del sottosuolo: Nelle cripte e nelle sepolture sottostanti riposano figure di rilievo locale, tra cui il venerato frate taumaturgo Fra Filippo di Assoro (morto nel 1598).

Gli obiettivi scientifici dell’indagine

L’indagine sul campo intende rispondere a quesiti storici cruciali attraverso tre pilastri metodologici:

  1. Analisi stratigrafica: Distinguere chiaramente le fasi costruttive dell’antico ospedale templare dagli ambienti scavati nella roccia sottostante.
  2. Studio dei manufatti e sepolture: Analizzare corredi e tombe per ottenere datazioni scientifiche precise e individuare con certezza la sepoltura di Fra Filippo.
  3. Modellazione 3D e tecnologie digitali: Ricostruire virtualmente gli spazi con fotogrammetria e laser scanner 3D per documentare l’evoluzione del sito, da rifugio per viandanti a luogo sepolcrale.

Metodologia, sinergie istituzionali e volontariato

Il progetto si basa sullo studio di carte d’archivio, cartografie storiche e documentazioni dei precedenti scavi (1988-1989). Le operazioni sul campo sono svolte esclusivamente dai volontari di SiciliAntica delle sedi di Assoro, Leonforte e Nissoria.

L’iniziativa si articola attraverso una stretta cooperazione istituzionale e professionale:

  • Direzione scientifica: Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali, in sinergia con la Curia e la parrocchia locale.
  • Direzione tecnica sul campo: Archeologa dott.ssa Rossella Nicoletti, coadiuvata dall’archeologo dott. Salvatore Mancuso.
  • Coordinamento e supervisione: Organizzazione a cura di Nino Giunta, supervisione architettonica dell’arch. Angelo Giunta e presidenza di SiciliAntica affidata al dott. Lorenzo Vicari.

Un bene per la comunità e il turismo

Sostenuta dal Comune di Assoro guidato dal sindaco Antonio Licciardo, l’iniziativa non si limita al dato archeologico: l’obiettivo finale è rendere fruibili e visitabili le cripte sotterranee, arricchendo l’offerta turistica locale e rinsaldando il legame identitario della cittadinanza con le proprie radici storiche.