Un gruppo di appassionati locali delle sedi di SiciliAntica comprensorio Assoro Leonforte Nissoria e di Agira assieme a membri della Pro Loco di Agira, collaborati da studiosi e scienziati del settore, documenta un probabile “orologio solare” preistorico nei Monti Erei. Il sito si aggiunge alla ricca rete di indicatori solstiziali della provincia di Enna.
AGIRA (EN) – 20 Giugno 2026 – Una verifica di straordinario valore scientifico e culturale accende i riflettori sulla Sicilia interna e sulla complessa “civiltà del sole” che anticamente popolava i Monti Erei.
Le recenti indagini condotte all’alba sul geosito di Rocca d’Aquila, una maestosa conformazione geomorfologica immanente sulla Contrada Gararai nel territorio di Agira (EN), hanno ufficialmente documentato un perfetto allineamento astronomico legato al solstizio d’estate, rivelando che il sito possiede in realtà una straordinaria e duplice valenza calendariale.
La scoperta dell’alba estiva e il “rudere-fulcro”.
Se i primi studi avevano già evidenziato come il foro naturale e/o antropico nella roccia intercettasse i raggi solari al tramonto del solstizio d’inverno, con azimut 240° ca, l’ultimo monitoraggio sul campo ha completato un quadro archeoastronomico di rara completezza.
Nelle mattine a ridosso del solstizio estivo, il primo sole sorge a un azimut di circa 65°: i suoi raggi attraversano la cavità lapidea che agisce come una lente, generando un fascio di luce convergente. Questo raggio mirato va a colpire e illuminare con precisione un rudere di vecchia costruzione situato su un rilievo sottostante. La struttura antropica non era quindi casuale, ma rappresentava un vero e proprio punto focale e fulcro visivo dell’intero sistema rituale e calendariale.
Un lavoro di squadra tra territorio e accademia
Il successo delle ricerche, durate oltre un anno, si deve a una virtuosa sinergia tra esperti del territorio e il mondo accademico e della ricerca scientifica:
Angelo Giunta, di SiciliAntica, cultore di archeoastronomia, ha studiato i caratteri, individuato il sito e coordinato le complesse indagini sul campo.
Gioacchino Colombrita e Rosario Sanfilippo hanno collaborato attivamente ai rilievi e alle verifiche visive delle collimazioni solari.
Gaetano Mugavero, illuminato proprietario del sito di Rocca d’Aquila, ha garantito il costante supporto logistico per l’accesso ai luoghi e per i monitoraggi stagionali.
Melina Pagana, Presidente della Pro Loco di Agira, ha collaborato nelle varie fasi anche per programmare la futura tutela e valorizzazione turistico-culturale del geosito.
Luigi Buscemi, di SicliAntica, agronomo, ambientalista e fotografo, ha messo in opera la sua esperienza ,curando la documentazione, l’inquadramento e l’interazione del fenomeno con il paesaggio naturale circostante.
I rilievi e le interpretazioni di questa doppia valenza solstiziale si poggiano sulle solide basi metodologiche fornite dal Prof. Maurici e da Alberto Scuderi, studiosi di rilievo nazionale e autori di pubblicazioni fondamentali sul tema, tra cui il noto volume “Civiltà del Sole in Sicilia”. Tali scoperte sono state compiutamente trattate il 21 aprile nel convegno “Le Pietre Perciate – Nuove Acquisizioni”, organizzato a Nissoria dalla sede comprensoriale di SiciliAntica comprensorio Assoro, Leonforte, Nissoria.
La mappa dell’archeoastronomia nell’Ennese
Con il sito di Agira si consolida una vera e propria mappa dei santuari solari nella provincia di Enna, un’area ad altissima densità di indicatori rupestri e megalitici. Oltre alle più note “pietre perciate” di Sperlinga e Pieraperzia , Cerami e il sito di c.da Sotto Mersi con i suoi Menhir, Rocca d’Aquila va infatti a coronare un circuito archeoastronomico d’eccellenza che annovera:
La Perciata di Assoro-Nissoria: Monumentale roccia forata situata sul confine dei due comuni, storicamente utilizzata come marker calendariale solstiziale (estivo ed autunnale)
La Perciata di Monte La Guardia: Una suggestiva “finestra” nella roccia che intercetta i fasci di luce in precisi periodi dell’anno (solstiziali ed equinoziali)
L’Indicatore di C.da Pisciarotta (Nicosia): Struttura megalitica dotata di un foro mirato artificialmente per traguardare la posizione del sole e illuminare il sottostante sito rupestre nel solstizio invernale.
Rocca d’Aquila (Agira): L’ultimo straordinario sito scoperto. Si distingue dagli altri per la sua natura complessa e bidirezionale (Inverno/Tramonto – Estate/Alba) e per la presenza del rudere-fulcro sottostante come bersaglio ottico del raggio.
Prospettive future
“Il sito di Rocca d’Aquila, in attesa delle dovute indagini e verifiche sul campo con metodi scientifici, si appresta a rappresentare uno dei geositi archeoastronomici più integri e affascinanti della Sicilia”, spiegano i promotori della ricerca. L’obiettivo ora è l’avvio di azioni per la tutela la valorizzazione del sito, l’attivazione di campagne di indagini mirate attorno al sito per stabilirne l’esatta datazione e l’inserimento dell’intera rete ennese nei circuiti internazionali del turismo culturale, scientifico e naturalistico.
Si fa presente che l’area non è attualmente fruibile al pubblico: trattandosi di una proprietà privata in cui si svolgono attività zootecniche con animali allo stato brado, l’accesso è consentito solo previo permesso e con l’accompagnamento del proprietario.
I caratteri particolari e le connotazioni generali della scoperta saranno delineati in un prossimo evento divulgativo.





